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	<title>Nazionale Piloti &#187; Interviste</title>
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		<title>Intervista a Andrea Ferrari</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Sep 2013 14:59:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>

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		<description><![CDATA[Intervista ad… Andrea Ferrari, preparatore atletico della Ferrari Driver Academy e di Jules Bianchi. A poche ore dall’evento dell’anno “Playing For Children – AC Monza Brianza 1912 Anniversary” tra Nazionale Piloti e Sky Sport Team &#8211; di mercoledì 4 settembre ore 20.30 allo Stadio Brianteo di Monza in diretta SKY Sport 1 e SKY Super ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h4>Intervista ad… Andrea Ferrari, preparatore atletico della Ferrari Driver Academy e di Jules Bianchi.</h4>
<p>A poche ore dall’evento dell’anno “Playing For Children – AC Monza Brianza 1912 Anniversary” tra Nazionale Piloti e Sky Sport Team &#8211; di mercoledì 4 settembre ore 20.30 allo Stadio Brianteo di Monza in diretta SKY Sport 1 e SKY Super Calcio – abbiamo incontrato Andrea Ferrari, il preparatore atletico della Ferrari Driver Academy (e quindi di Raffaele Marciello, Antonio Fuoco e Lance Stroll) e del pilota di punta del FDA Jules Bianchi, miglior rookie della stagione Formula Uno con la Marussia F1 Team.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>D: Fai parte del programma Ferrari Driver Academy, la scuola giovani della Scuderia Ferrari e ti occupi della preparazione fisica dei ragazzi che ne fanno parte. In che cosa consiste esattamente il tuo lavoro a Maranello?</b></p>
<p>AF: A Maranello mi occupo della preparazione atletica dei piloti della Ferrari Driver Academy: alleno i ragazzi in modo che siano in grado di sostenere lo sforzo fisico che poi dovranno affrontare durante i weekend di gara. Per raggiungere questo obiettivo programmo e pianifico le attività che poi i ragazzi, in base ai vari impegni, dovranno seguire per tutto il corso della stagione agonistica: attività come la corsa, bici, arrampicata, nuoto, sci di fondo e tante altre.</p>
<p><b> </b></p>
<p><b>D: Inoltre dai tempi della F3 curi l’aspetto fisico di Jules Bianchi, attualmente pilota Marussia, primo membro della FDA e giocatore della Nazionale Piloti: è differente il tuo lavoro durante un weekend di gara? </b></p>
<p>AF: Il lavoro di un preparatore atletico è più duro durante un weekend di gara perché ci sono tante altre attività che si aggiungono a quelle solite. Prima di tutto continui con il pilota le sedute di allenamento come programmato nella pianificazione ma poi devi gestire anche un piano di alimentazione e idratazione specifico per il weekend: devi anche preparare una serie di attività che hanno come finalità quella di permettere al pilota di concentrarsi solamente sulla guida. Inoltre sei un po’ il “filtro naturale” del pilota, una sorta di cuscinetto dal punto di vista psicologico per limitare lo stress in modo da creargli meno problemi possibili.</p>
<p><b> </b></p>
<p><b>D: Nel calendario di Formula Uno ci sono quattro Gran Premi che di solito si svolgono in condizioni climatiche diverse: il GP dell’Ungheria con il caldo e l’umidità (un po’ come in Malesia), il GP del Belgio freddo e piovoso, Monza, un tracciato atipico e unico nel suo genere ed infine Singapore, in notturna: cambia qualcosa per un pilota dal punto di vista fisico? Che cosa fa un preparatore per aiutare il pilota per combattere il caldo, il freddo o cali di concentrazione?</b><b></b></p>
<p>AF<b>: </b>Per prima cosa la tipologia di un tracciato influisce molto sullo sforzo fisico di un pilota: non è la stessa cosa per un pilota, dal punto di vista atletico, affrontare le curve veloci di Silverstone, le curve lente di Montecarlo o i lunghi rettilinei di Monza.  <b></b></p>
<p>Inoltre lo sforzo fisico può essere influenzato anche dalle condizioni atmosferiche: ad esempio in caso di pista asciutta lo sforzo è maggiore rispetto a quando la pista è bagnata.</p>
<p>Poi in certi Gran Premi come in Malesia o in Ungheria di quest’anno, le temperature dell’aria sono elevate (40°C all’incirca) con un tasso di umidità molto alto (80% circa) e se a questo si aggiungono le alte temperature all’interno dell’abitacolo e il materiale ignifugo della tuta, il calore che il corpo deve sopportare è molto alto.</p>
<p>Per capire meglio l’influenza che queste condizioni estreme hanno su un pilota dobbiamo considerare che “la perdita di liquidi dell’1% del peso del corpo corrisponde alla perdita di performance psicofisica del 10%”. Quindi se un pilota pesa all’incirca 70Kg e, durante una gara, perde l’1% del proprio peso significa che perde 0,7Kg (70*0,01) e questo porta, come da regola, ad un calo della performance psicofisica del 10%. Ma se consideriamo che, nelle gare calde, lo stesso pilota può perdere anche fino a 4Kg di liquidi (ossia il 5,7% del suo peso) allora il calo della performance psicofisica e del rendimento di quel pilota è ben del 57% [<i>ovvero 10%*5,7, ndr</i>] !!</p>
<p>E’ per questo motivo quindi che preparare un ottimo piano di alimentazione e idratazione assume un aspetto fondamentale nella preparazione di un pilota.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>D: Cambia la preparazione fisica di un pilota durante il suo percorso dal kart fino alla F1 passando per F3, Gp2 e WSR?</b></p>
<p>AF: La preparazione fisica di un pilota chiaramente cambia durante il suo percorso nelle diverse categorie del motorsport: il fattore primario di cambiamento è l’età perché a seconda di essa adotti una metodologia diversa (ad un atleta di 12 anni non puoi sottoporre la stessa metodologia di un atleta che ne ha 23). Poi è chiaramente diversa perché cambiano le prestazioni del mezzo con cui corre e la durata delle gare.</p>
<p><b> </b></p>
<p><b>D: Come preparatore di Jules Bianchi, durante le gare sei presente al muretto box e hai il “compito” di segnalare a Jules la posizione e i distacchi: ci puoi descrivere la tua esperienza?</b></p>
<p>AF: Non è difficile! Hai il monitor dei tempi davanti a te e sistemi le diverse informazioni nella tabella come i giri mancanti alla fine, la differenza tra chi è davanti e chi è dietro e la posizione in gara. Il problema è quando il pilota ha un guasto alla radio le comunicazioni allora devono essere fatte attraverso la tabella (come usare il DRS, regolare i comandi del volante, le strategie di pit stop, etc).</p>
<p><b> </b></p>
<p><b>D: Qual è il tuo rapporto con i ragazzi del FDA?</b></p>
<p>AF: Durante l’orario di lavoro il nostro rapporto è estremamente professionale: ma poi, nell’orario extra lavorativo, si sono creati dei bei rapporti di amicizia!</p>
<p><b> </b></p>
<p><b>D: E ultimo, ma non per importanza: un Ferrari nella famiglia Ferrari…</b></p>
<p>AF: Per me è chiaramente un raggiungimento di un sogno perché lavoro nella Scuderia Ferrari che è il top nel mondo dei motori!</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Intervista a Carlo Vanzini</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Mar 2013 13:41:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>

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		<description><![CDATA[4 chiacchiere con… @CarloVanzini, la voce @SkySportF1HD della Formula Uno (ma molto + da vicino) A pochi giorni dall’inizio della stagione 2013 di Formula Uno, la Nazionale Piloti ha intervistato per voi Carlo Vanzini, la voce narrante dei Gran Premi di Formula Uno per Sky, che dal 2013 sarà l’unica emittente televisiva che trasmetterà in ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>4 chiacchiere con… @CarloVanzini, la voce @SkySportF1HD della Formula Uno (ma molto + da vicino)</strong></p>
<div>A pochi giorni dall’inizio della stagione 2013 di Formula Uno, la Nazionale Piloti ha intervistato per voi Carlo Vanzini, la voce narrante dei Gran Premi di Formula Uno per Sky, che dal 2013 sarà l’unica emittente televisiva che trasmetterà in Italia tutti i 19 weekend in diretta con 10 in esclusiva (Australia, Malaysia, Bahrain, gli storici di Montecarlo, Silverstone, Nurburgring e Spa, Corea, India e Abu Dhabi) e 9 in contemporanea con un’altra emittente in chiaro (Rai).</div>
<div></div>
<div>Non solo la conferenza del giovedì, prove libere, qualifiche e gare di Formula Uno ma anche tutta la Gp2, la Gp3, ovvero i campionati propedeutici che negli ultimi anni hanno sfornato talenti del calibro di Sergio Perez, Lewis Hamilton, Nico Hulkenberg, Pastor Maldonado e i debuttanti Esteban Gutierrez, Valtteri Bottas, Giedo Van Der Garde, Jules Bianchi e Max Chilton.Allacciate le cinture. Si parte…<strong>La nuova stagione ormai alle porte potrà essere tutta seguita in diretta solamente su Sky. Inoltre per la prima volta in Italia ci sarà Sky Sport F1 HD, un canale completamente dedicato alla F1 e alle categorie propedeutiche come Gp2 e Gp3. Che cosa prometti ai tifosi e ai possibili “abbonandi”?</strong>“Stiamo vivendo un cambiamento epocale. Per noi che lavoriamo a SKY e per i nostri abbonati. Per la prima volta potranno seguire la F1 come non l&#8217;hanno mai vista e sono sicuro che saranno proprio loro i nostri primi &#8220;testimonial&#8221; verso chi non ha SKY. Lavoreremo con la tecnologia, il linguaggio, i social e la nostra passione, per coinvolgere più spettatori, con qualità diverse rispetto al passato. Saremo noi gli occhi e le orecchie degli abbonati in pista, con il non facile obiettivo di rispondere alle domande e alle curiosità prima che arrivino nella testa della gente. Vivremo la F1 a 360 gradi con prove libere, qualifiche gara, gare di contorno o propedeutiche, conferenze stampa in diretta e perché no, partite di calcio live dei piloti, un modo per viverli in un mondo e in un modo diversoAvremo My SKY e SKY Go per registrare o far partire il GP quando vuoi tu o vederlo ancora finalmente dove vuoi tu, anche in treno”<strong>Tra pochi giorni ci sarà il famoso “primo giorno di scuola” della F1: in che modo prevedi si evolverà la stagione?</strong><br />
“Spero in modo fantastico come è stato nel 2007 e 2008 per restare negli anni in cui eravamo presenti come SKY, ma direi che finali intensi come 2010 e 2012 sono da augurare per chi come noi ama lo spettacolo fino all&#8217;ultima bandiera a scacchi. Credo sarà combattuto con più protagonisti. Red Bull e McLaren partono un gradino sopra agli altri ma sono sicuro che ci divertiremo.”</p>
<p><strong>Parlando invece delle altre scuderie: per te, quale sarà la sorpresa 2013?</strong><br />
“Sarebbe una sorpresa a metà vedere Lotus giocarsi il titolo. Ha dimostrato di poter stare con le migliori scuderie, ma ancora le mancava qualcosa ossia malizia, esperienza e quanto serve per essere lì, davanti a tutti. Il team non può che essere cresciuto anche se resta l&#8217;incognita Grosjean. Adesso tutti sanno che va dallo psicologo mentre lui sa che non gli si perdoneranno eventuali incidenti anche se non per colpa sua. Poi sono proprio curioso di vedere Mercedes, nel 2012 velocissima sul giro secco, ma inguardabile e inguidabile in gara. Se ha migliorato la gestione delle gomme può inserirsi nella lotta. Mi ha ben impressionato Force India”</p>
<p><strong>Hai avuto la possibilità di commentare già 3 stagioni nel recente passato: qual è il ricordo personale che ancora oggi ti emoziona di più?</strong><br />
“Indubbiamente la prima volta non si scorda mai. Percorrere la scalinata che portava verso le cabine di commento e guardare verso la sterminata folla in basso che &#8220;assaliva&#8221; con grande passione l&#8217;autodromo di Silverstone e le cabine. Le contavo e pensavo &#8220;cavolo tocca a me&#8221; consapevole di quale privilegio avevo in quel momento. Beh, il cuore mi batteva a mille come quando da piccolo guardavo i GP insieme agli amici, Ognuno con un proprio idolo e il mio era Piquet, quello originale ovvio.  Il GP più intenso da raccontare è stato senza dubbio Brasile 2008”</p>
<p><strong>In base alla tua esperienza, ci puoi raccontare una tua giornata tipo durante un weekend di gara?</strong><br />
“Dipende un po&#8217; dai GP&#8230; Facciamo Australia: sveglia alle 4 più o meno perché il fuso ha il suo peso. Se riesco tiro fino alle 6 poi esco a correre un&#8217;oretta. Non è una cosa che faccio sempre ma a Melbourne merita perché è un modo per girare un po&#8217; la città considerando che il resto del tempo lo passiamo in circuito. Rientro, doccia e colazione, poi via in autodromo. In genere si va in macchina, ma a Melbourne mi piace attraversare il parco, c&#8217;è un&#8217;atmosfera fantastica. A seconda delle giornate impostiamo il lavoro. Riunione di scaletta, incontro tecnico per condividere informazioni e poi su e giù per il paddock a raccogliere notizie o a fare PR. Il tutto alternato dalle dirette e dalle telecronache. In genere un piatto di pasta veloce come pranzo: poter usufruire della cucina Ferrari ti fa sentire a casa sempre. Verso le 20 si esce in genere dal circuito. Se proprio non si è cotti si va a mangiare, unico altro modo per vedere il mondo oltre ai circuiti che lo caratterizzano <img src='https://www.nazionalepiloti.it/it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> ”</p>
<p><strong>Se tu avessi la possibilità di aprire un 12mo team quali piloti, motore e personaggi chiave sceglieresti?</strong><br />
&#8220;Bella questa! Con i piloti attuali farei: aerodinamica Red Bull, motore Ferrari con Alonso, Hamilton e Raikkonen piloti (facendoli correre a rotazione 2 Gp e 1 riposa)… Altrimenti mi farei dare la monoposto da RedBull, il motore sempre da Ferrari ma farei una livrea SKY. Inoltre farei correre Giorgio Pantano, Luca Filippi e Davide Valsecchi: sempre a rotazione. In questo modo avremmo tre italiani, per di più gli unici per i quali fare bene in Gp2 non è stato uguale ad essere in Formula Uno. &#8221;</p>
<p><strong>Sei stato molto legato al mondo dello sci alpino: nel 1993 sei diventato maestro e allenatore federale di sci e nella tua carriera televisiva hai seguito la Coppa del Mondo, i mondiali e i Giochi Olimpici invernali. Dal 1998 hai iniziato ad occuparti anche di Formula Uno: ma come è nata la tua passione per il motorsport e quindi per la Formula 1?</strong><br />
“Diciamo che… anche grazie allo sport che ho praticato, ho sempre amato la velocità e con i compagni di squadra abbiamo sempre messo la freccia verso i kartodromi che trovavamo sulla strada per sfide cruenti all&#8217;ultima ruotata con polemiche che poi si chiudevano non appena riprendevamo la nostra strada <img src='https://www.nazionalepiloti.it/it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> La passione per il Motorsport mi è entrata dentro fin da piccolo: è banale parlare di macchine da bambino, ma è così… poi ai tempi la Formula Uno aveva ampio spazio sulle letture da bambino come ad esempio Topolino ed erano tutti dipinti come eroi… e per me tali erano e tali sono oggi. Ricordo gli articoli di Giacomelli…La morte di Villeneuve è stato un trauma talmente forte che ancora adesso mi fa star male. Ma come è vero che gli eroi non muoiono, la realtà era diversa, dura da digerire a 11 anni. Poi tra di noi a scuola si parlava eccome di F1: e un po&#8217; il nostro obiettivo è anche quello di riconquistare i più giovani&#8230; chissà magari scrivendo un articolo per Topolino&#8230;E poi la prima volta in circuito con papà è stata la mazzata. Non avevo ancora visto le macchine che il suono mi era già entrato dentro… Ho visto la stessa reazione nei mie figli la prima volta che li ho portati a Monza… è stato bello!”</p>
<p><strong>Ultima domanda: te la senti di fare un pronostico secco? Chi saranno il campione del mondo piloti e il campione del mondo costruttori 2013?</strong><br />
&#8220;Secco è impossibile anche perché non sarei professionale… sembrerei di parte ed è l&#8217;ultima cosa che voglio..Mettiamola così: Vettel e RB perché nulla è cambiato praticamente dal regolamento 2012…Alonso e Ferrari perché è l&#8217;anno della ruota che gira dopo 2 volate…Button e McLaren perché si dice sia la miglior macchina…Hamilton e Mercedes perché mi piacciono le sfide diverse…Raikkonen e la Lotus perché sono un romantico.&#8221;</p>
</div>
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		<title>Intervista a Felipe Massa</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Oct 2012 16:28:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>

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		<description><![CDATA[Aspettando la stagione 2012: intervista a Felipe Massa. Alla settima stagione con la Scuderia Ferrari, il brasiliano Felipe Massa è pronto per il riscatto nel campionato 2012 dopo un’annata molto sfortunata. In attesa di vederlo scendere in pista andiamo a scoprire la persona Felipe.. D: Sei pilota titolare Ferrari e membro importante della Nazionale Piloti: ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Aspettando la stagione 2012: intervista a Felipe Massa.</p>
<p>Alla settima stagione con la Scuderia Ferrari, il brasiliano Felipe Massa è pronto per il riscatto nel campionato 2012 dopo un’annata molto sfortunata. In attesa di vederlo scendere in pista andiamo a scoprire la persona Felipe..</p>
<p><strong>D: Sei pilota titolare Ferrari e membro importante della Nazionale Piloti: che cosa significa per te far parte della nostra squadra?</strong></p>
<p>R: E’ molto speciale per me perché quando gioco con la Nazionale Piloti mi ritrovo tra amici. In campo ci divertiamo tutti assieme ma ciò che conta di più è la finalità: è bello sapere che giocando a calcio possiamo aiutare le persone che si trovano più in difficoltà.</p>
<p><strong>D: Quali sono le tue passioni?</strong></p>
<div>R:Mi piace tutto lo sport in generale ma soprattutto mi piace il calcio, il tennis &#8211; oltre che correre con tutte le macchine!</div>
<div><strong>D: Che cosa ti piace dell’Italia? </strong></div>
<div>R: L’Italia è un paese che mi piace molto: la gente è eccezionale e il cibo è buonissimo. Quello che mi piace è anche il modo di vivere che è incredibile.</div>
<div><strong>D: E dove sei stato in vacanza nella pausa invernale? </strong></div>
<div>R: L’Italia è favolosa ma per le vacanze preferisco tornare a casa in Brasile e passare un po’ di tempo con la mia famiglia.</div>
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		<title>Intervista a Gianfranco Mazzoni</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Mar 2012 15:17:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>

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		<description><![CDATA[Intervista esclusiva con la voce italiana della Formula Uno: Gianfranco Mazzoni Nato a Teramo l’11 maggio del 1959, nella sua carriera Gianfranco è stato protagonista in Rai di tante trasmissioni tra cui &#8220;Tutto il calcio minuto per minuto&#8221; ed è stato inviato Rai al Campionato Mondiale di Calcio Italia 90 e alle Olimpiadi di Barcellona ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Intervista esclusiva con la voce italiana della Formula Uno: Gianfranco Mazzoni</strong></p>
<p>Nato a Teramo l’11 maggio del 1959, nella sua carriera Gianfranco è stato protagonista in Rai di tante trasmissioni tra cui &#8220;Tutto il calcio minuto per minuto&#8221; ed è stato inviato Rai al Campionato Mondiale di Calcio Italia 90 e alle Olimpiadi di Barcellona del 1992.Dal 1990 al 1996 inoltre è radiocronista delle gare di Formula Uno: nel 1997 diventa la voce che accompagna tutti i telespettatori nelle azioni dei Gran Premi di Formula Uno e recentemente anche della Gp2 Series. Celebre il suo saluto all’inizio delle telecronache: &#8220;Un cordiale saluto ai nostri telespettatori da Gianfranco Mazzoni&#8230; &#8220;. Inoltre è vincitore di molti premi prestigiosi tra cui &#8220;Giornalista sportivo dell’anno&#8221; (1996) da parte del CONI, il &#8220;Premio Lorenzo Bandini&#8221; a Brisighella e il premio nazionale della ConfArtigianato di Monza nel 2002.  Nel 2006 ha doppiato la voce del telecronista nell’edizione italiana di Cars &#8211; Motori Ruggenti: esperienza ripetuta in Cars 2 del 2011.</p>
<p><strong>D. Nella tua lunga carriera come telecronista hai avuto la possibilità di commentare sia le gare di Formula Uno e Gp2 e sia qualche partita della Nazionale Piloti: che cosa significa per te la Nazionale Piloti?</strong><br />
R.La Nazionale Piloti è una bellissima fondazione che si pone degli obiettivi molto importanti. Grazie alla beneficenza che è la sua missione riesce a riunire ragazzi che vivono realtà particolari: così facendo i piloti si ritrovano, stanno assieme e si divertono. Credo che la Nazionale Piloti abbia la capacità e la possibilità di responsabilizzare i piloti visto che possono fare del bene divertendosi.</p>
<p><strong>D. Che differenza c’è tra il commento di un Gran Premio e quello di una partita della Nazionale Piloti?</strong><br />
R. L’atmosfera è molto diversa. Nelle gare c’è sicuramente più tensione agonistica e vige la regola del tutti contro tutti mentre durante le partite domina lo spettacolo e il divertimento.</p>
<p><strong>D. Qual è il tuo pilota preferito?</strong><br />
R.Non ho un pilota preferito ma in ventuno stagioni di Formula Uno ho assistito di tutto: dai giovani piloti promettenti ai più grandi campioni affermati. Il pilota che più mi ha colpito dal punto di vista della personalità è sicuramente Ayrton Senna, per il lato umano sono stato legato al mio attuale collega Ivan Capelli e agli italiani Giancarlo Fisichella e Jarno Trulli: ero affezionato anche a Gabriele Tarquini perché eravamo e siamo amici. Mi ricordo anche le apprensioni che ho avuto per l’incidente di Robert Kubica in Canada nel 2007 ma mi ricordo anche di Imola ’94 che sicuramente è stato il momento più difficile che ho vissuto. In generale posso dire che dei piloti ammiro le doti, l’umanità e il coraggio che dimostrano.</p>
<p><strong>D. A proposito di momenti più difficili, quali sono stati i momenti più facili e più difficili nella tua carriera come cronista?</strong><br />
R .Il momento più bello sicuramente è quando finisco di commentare le gare e sapere che ho fatto un bel lavoro. Sono sicuramente contento quando vince un pilota italiano: ho avuto la soddisfazione di aver commentato le vittorie di Fisichella e Trulli ma anche la grande impresa della conquista del titolo iridato di Michael Schumacher con la Ferrari a Suzuka (Giappone) nel 2000. I momenti positivi sono stati tanti: per esempio le belle vittorie come quella incredibile di Button nel Gran Premio infinito del Canada nel 2011 o quelle di Hamilton. Sono momenti di forte ammirazione nei confronti dei piloti. I giorni più brutti li ho vissuti in quel weekend di Imola del 1994: il grave incidente di Rubens Barrichello, le morti di Roland Ratzenberger e di Ayrton Senna. Mi ricordo che dopo l’incidente di Ayrton ho seguito l’intera vicenda fino all’ospedale: in quei momenti smetti i panni del giornalista e segui il tutto dal lato umano. Un ricordo invece positivo è legato a Robert Kubica in Canada nel 2007 e precisamente al giorno successivo al brutto incidente: eravamo a cena in un ristorante italiano della zona ed era molto contento e rilassato. Mi ha colpito il fatto che poche ore prima era stato protagonista di un bruttissimo incidente che avrebbe potuto avere esisti disastrosi e solamente 24 ore dopo eravamo lì a mangiare: dalla paura e dall’angoscia alla gioia e al divertimento. In genere quando commento i brutti incidenti di persone che conosco personalmente è chiaro che sono coinvolto maggiormente e preoccupato per le loro sorti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Intervista a Jerome D&#8217;Ambrosio</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 15:05:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>

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		<description><![CDATA[Alla scoperta di Jérome D’Ambrosio. Intervista a Jérome D’Ambrosio, terzo pilota Lotus F1 Team per la stagione 2012 di Formula Uno. D.Lo scorso anno alla tua prima stagione con la Nazionale Piloti hai avuto la possibilità di essere il &#8220;padrone&#8221; di casa ad Eupen in Belgio: che cosa significa per te far parte della nostra ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Alla scoperta di Jérome D’Ambrosio.</strong></p>
<p>Intervista a Jérome D’Ambrosio, terzo pilota Lotus F1 Team per la stagione 2012 di Formula Uno.</p>
<p><strong>D.Lo scorso anno alla tua prima stagione con la Nazionale Piloti hai avuto la possibilità di essere il &#8220;padrone&#8221; di casa ad Eupen in Belgio: che cosa significa per te far parte della nostra squadra?</strong><br />
R. E’ molto importante per me perché puoi aiutare le persone che hanno più bisogno: allo stesso tempo per un pilota giovane è bello far parte di questa squadra perché puoi stare con gli altri piloti ed è bello potersi divertire in compagnia dei grandi campioni.</p>
<p><strong>D. Dopo i motori quali sono i tuoi sport preferiti?</strong><br />
R. Mi piace molto giocare a calcio, anche se mi piacciono tutti gli sport tra cui il surf e lo sci.</p>
<p><strong>D. Sei di origine italiane e parli benissimo la nostra lingua: che cosa ti piace dell’Italia?</strong>R. Mi piace molto in generale! Mio nonno è italiano e io ho vissuto in Italia per due anni: è stato un periodo in cui mi sono divertito molto. L’Italia è tanto bella per tanti motivi: per i suoi paesaggi naturali, per il cibo e anche per le persone perché sono molto aperte.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Intervista a Jaime Alguersuari</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Mar 2011 14:59:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>

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		<description><![CDATA[Intervista a Jaime Alguersuari, pilota Toro Rosso per il 2011 e pilota più giovane di sempre ad aver partecipato ad una gara di Formula Uno.  D. Alla vigilia della seconda stagione completa di Formula Uno che cosa significa per te giocare con la Nazionale Piloti? R. La Nazionale Piloti è sicuramente è un’occasione importante per ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div><strong>Intervista a Jaime Alguersuari, pilota Toro Rosso per il 2011 e pilota più giovane di sempre ad aver partecipato ad una gara di Formula Uno. </strong></div>
<div>
<p align="justify"><strong>D. Alla vigilia della seconda stagione completa di Formula Uno che cosa significa per te giocare con la Nazionale Piloti?</strong></p>
<p align="justify">R. La Nazionale Piloti è sicuramente è un’occasione importante per noi piloti in quanto giocando assieme ad altre persone che condividono la tua stessa passione e professione puoi vivere dei bei momenti senza trascurare la beneficenza. In pista ci battiamo per vincere, sui campi da calcio invece ci divertiamo tutti assieme, come una famiglia.</p>
<p align="justify"><strong>D. La Spagna e l’Italia sono due paesi molto simili tra loro: da spagnolo che cosa ti piace dell’Italia?</strong></p>
<p align="justify">R. Ho visitato diversi posti dell’Italia: ad esempio sono stato a Firenze, una bella città nella quale mi sono sia divertito che riposato. Ho avuto occasione di vedere anche Verona. Ho girato anche gran parte dell’Italia Settentrionale sia con la mia ragazza sia con il mio allenatore. In generale quindi posso dire che mi piace molto!</p>
<p align="justify"><strong>D.Che mete invece preferisci per andare in vacanza?</strong></p>
<p align="justify">R. Anche in questo l’Italia e la Spagna sono molto simili: in entrambi i paesi non mancano bellissimi luoghi dove passare momenti di relax. Alcuni luoghi che mi vengono in mente sono Ibiza, Barcellona per la Spagna mentre per l’Italia direi Firenze e Venezia.</p>
<p align="justify"><strong>D. Qual è il tuo piatto preferito?</strong></p>
<p align="justify">R. Gli spaghetti alle vongole</p>
<p align="justify"><strong>D. Qual è la prima cosa che hai fatto quando la Spagna si è laureata campione del mondo 2010 nel mondiale di calcio?</strong></p>
<p align="justify">R. Ho urlato come un matto!</p>
</div>
<div></div>
<div></div>
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		<title>Intervista a Ivan Capelli</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Mar 2011 14:34:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>

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		<description><![CDATA[Intervista a Ivan Capelli, in Formula Uno dal 1985 al 1993 ha corso con scuderie prestigiose come Tyrrell, Jordan e Ferrari. E’ l’ultimo pilota italiano titolare della Rossa (Anno 1992). Dal 1998 è commentatore tecnico per la Formula Uno e Gp2 nella televisione italiana Rai. D. Da alcuni anni sei una delle voci Rai che ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Intervista a Ivan Capelli, in Formula Uno dal 1985 al 1993 ha corso con scuderie prestigiose come Tyrrell, Jordan e Ferrari. E’ l’ultimo pilota italiano titolare della Rossa (Anno 1992). Dal 1998 è commentatore tecnico per la Formula Uno e Gp2 nella televisione italiana Rai.</p>
<p align="justify"><strong>D. Da alcuni anni sei una delle voci Rai che raccontano ai telespettatori italiani le gare di Formula Uno e di Gp2: com&#8217;è nata quest&#8217;avventura?</strong></p>
<p align="justify">R. Nel 1997 non potendo più trovare un volante in un Campionato Internazionale o Nazionale che mi soddisfacesse, ho raccolto l’invito di Oscar Orefici, ed ho debuttato come commentatore televisivo per l’allora Telepiù. L’anno successivo sono stato contattato dalla Rai per le telecronache sui canali nazionali e da 13 anni sono la voce tecnica della Formula 1 per la Rai: devo ammettere che mi ha dato grandi soddisfazioni anche questo lavoro.</p>
<p align="justify"><strong>D. I telecronisti sono i compagni di viaggio di ogni telespettatore: trasmettono informazioni che le immagini talvolta non riescono a comunicare, trasmettono adrenalina nell&#8217;accompagnare con enfasi i telespettatori nelle imprese dei campioni in pista. Da quando sei in Rai, qual è la gara che oggi ti ricordi con grande emozione?</strong></p>
<p align="justify">R. Le gare le vivo tutte intensamente. Alla partenza ad esempio ho ancora le palpitazione come quando ero al volante. In realtà sono tutte belle ed entusiasmanti, ma ricordo intensamente quelle dove c’è stato un pilota italiano a vincere come Fisichella in Brasile o Jarno Trulli a Montecarlo con la Renault, anche perché sono compagni nella Nazionale Piloti.</p>
<p align="justify"><strong>D. Seguire il Circus della Formula Uno in giro per il mondo è un impegno abbastanza stressante: nel tempo libero quali sono le tue grandi passioni?</strong></p>
<p align="justify">R. Il calcio è una delle mie passioni anche se da quello giocato sta diventando sempre di più quello guardato. In generale ho impegni per le associazioni di beneficenza e quelli legati all’attività di lavoro personale.</p>
<p align="justify"><strong>D. Sei uno dei simboli più rappresentativi della Nazionale Piloti: che cosa vuol dire per te scendere in campo vestendo i colori di questa squadra?</strong></p>
<p align="justify">R<strong>. </strong>E’ un grande onore perché nel corso degli anni ho condiviso esperienze con grandi campioni per uno scopo così importante: dare un sorriso ed un aiuto concreto a chi è meno fortunato. In questo modo ho avuto anche possibilità di calcare campi di calcio di prima grandezza.</p>
<p align="justify"><strong>D. Ad ogni partita scendi in campo con dei compagni di squadra d&#8217;eccezione come Schumacher, Alonso o Trulli: ci puoi raccontare un episodio particolare che hai vissuto con loro e che ti ha colpito maggiormente?</strong></p>
<p align="justify">R. Di episodi ce ne sono a centinaia che coinvolgono un po’ tutti ma la cosa più divertente è quando abbiamo fatto una partita a Napoli allo Stadio San Paolo. Prima dell’inizio della partita, Michael Schumacher non aveva avuto modo di riscaldarsi perché inseguito un po’ da tutti, in quanto gli chiedevano gli autografi. Questo sicuramente rientra nella normalità ma &#8230; un personaggio in particolare mi è rimasto in testa: invece di cercare l’autografo voleva regalargli un corno rosso porta fortuna. Michael non capiva ed è stato molto divertente vedere Schummy inseguito per tutto il campo.</p>
<p align="justify"><strong>D. Oltre che ad essere componente della Nazionale Piloti, nel 2010 sei stato coinvolto in un altro importante progetto chiamato Compagni di Viaggio dell&#8217;Ospedale Pediatrico Bambino Gesù: ci puoi dare qualche risultato di questa grande avventura?</strong></p>
<p align="justify">R. L’avventura compagni di viaggio non è ancora terminata perché visto il successo nella raccolta del materiale dei piloti di Formula 1, l’Ospedale Pediatrico Bambin Gesù ha deciso di fare un evento molto importante per raccogliere il più possibile ed avverrà a settembre 2011 dopo il Gran Premio d’Italia.</p>
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		<title>Intervista a Vitantonio Liuzzi</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Jan 2011 14:25:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>

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		<description><![CDATA[Intervista a Vitantonio Liuzzi pilota Force India 2010 D. Che cosa significa per te avere la possibilità di scendere in campo con la Nazionale Piloti? R. Per me è una bellissima occasione per poter far qualcosa per chi si trova in difficoltà o comunque è costretto ad affrontare i gravi problemi che la vita mette ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><strong>Intervista a Vitantonio Liuzzi pilota Force India 2010</strong></p>
<p align="justify"><strong>D. Che cosa significa per te avere la possibilità di scendere in campo con la Nazionale Piloti?</strong></p>
<p align="justify">R. Per me è una bellissima occasione per poter far qualcosa per chi si trova in difficoltà o comunque è costretto ad affrontare i gravi problemi che la vita mette loro davanti. E’ bello poi giocare con tutti i campioni di questo sport: per me un grande orgoglio far parte di questa squadra!</p>
<p align="justify"><strong>D. Quali sono le tue passioni dopo i motori? </strong></p>
<p>R. Sicuramente il calcio: ma mi piace praticare anche il nuoto. Mi diverto molto.</p>
<p><strong>D. Qual è il tuo cibo preferito?</strong></p>
<p>R. A me piace molto la pasta.</p>
<p><strong>D. Hai appena vinto un Gran Premio: che vino sceglieresti?</strong></p>
<p>R. Champagne<strong>.</strong></p>
<p align="justify"><strong>D. Che cosa significa per un pilota italiano correre in un circuito italiano come quello di Monza?</strong></p>
<p align="justify">R. Per me è motivo di grande orgoglio gareggiare nella propria gara di casa: a livello di emozione e di importanza è sicuramente la più bella dell’intero campionato. Oltre che ad ottenere un bel risultato per me e per la squadra ogni volta che corro sui circuiti nazionali mi impegno al massimo perché tutti i tifosi si possano divertire.</p>
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		<title>Intervista a Kristian Ghedina</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Nov 2010 17:38:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>

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		<description><![CDATA[Intervista con Kristian Ghedina, Pilota della squadra Movisport BMW M3 E90 nel Campionato 2010 Superstars.    D. Da amato e grande campione di Sci, autore di fantastici trionfi, tra cui le 12 vittorie nelle Discese della Coppa del Mondo, sei passato al mondo dei motori: che cosa ti ha spinto a metterti in gioco in ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Intervista con Kristian Ghedina, Pilota della squadra Movisport BMW M3 E90 nel Campionato 2010 Superstars.</strong></p>
<p><strong>   </strong></p>
<p align="justify"><strong>D. Da amato e grande campione di Sci, autore di fantastici trionfi, tra cui le 12 vittorie nelle Discese della Coppa del Mondo, sei passato al mondo dei motori: che cosa ti ha spinto a metterti in gioco in uno sport diverso dallo sci?</strong></p>
<p align="justify">R. Ho sempre avuto fin da piccolo una grande passione per i motori e viste le affinità che ci sono fra questi due mondi ho deciso di provare ad intraprendere questa nuova attività sportiva. Da bambino ho portato avanti lo sci per il semplice fatto che vivendo in montagna a Cortina era più semplice per tutto: sia per gli allenamenti, sia per le gare. Appena ho smesso con le competizioni sulla neve, ho cercato di riprendere con questa mia vecchia passione che ora mi sta dando delle discrete soddisfazioni.<strong> </strong></p>
<p align="justify"><strong>   </strong></p>
<p align="justify"><strong>D. Nello sci e nei motori la partenza è uno dei momenti cruciali in cui si vivono anche attimi di tensione: ci puoi dire se, nell&#8217;immediata vigilia di una partenza di una gara, provi le stesse emozioni che sentivi prima di una discesa?</strong></p>
<p align="justify">R. La tensione che si vive in partenza di una gara di sci o di auto è sicuramente molto forte. Posso dire che agli inizi delle mie corse in macchina l’emozione e la tensione erano molto maggiori rispetto a quelle che provavo in una gara di sci ma penso che fosse dovuto al semplice fatto che non avessi ancora molta esperienza, per non dire nessuna. Con il passare del tempo, gara dopo gara, iniziando ad acquisire più dimestichezza col mezzo, le tensioni si sono pian piano affievolite. Dopo un po&#8217; di anni che mi cimento coi motori, posso dire che nei momenti immediatamente precedenti alla partenza dietro ad un cancelletto con due sci ai piedi, l’emozione è molto più forte. E questo è dovuto soprattutto perché sai a priori che in ogni discesa che fai non puoi permetterti il lusso di sbagliare eccessivamente: in primo luogo perché con un grave errore potresti compromettere il risultato e ancor di più sai che potresti rischiare di cadere e questo nella discesa libera al 90% dei casi vuol dire farsi male seriamente e perdere la stagione.</p>
<p align="justify"><strong>D. Al Mugello dopo una qualifica non molto positiva hai saputo cogliere importantissimi risultati sia in gara 1 con un bel settimo posto sia in gara 2 in cui hai conquistato un&#8217;ottima quinta posizione. Che obiettivi ti poni per la prossima gara a Varano?</strong></p>
<p align="justify">R. Sono felice del risultato del Mugello e posso dire che l’ho ottenuto anche perché è una pista che mi piace particolarmente: essendo molto larga si addice anche per fare dei sorpassi, quindi sei molto più stimolato a far bene mentre Varano è molto stretta, senza lunghi rettilinei ed è quindi difficilissimo sorpassare. Spero di uscire indenne dalla partenza anche se sono convinto che la gara, su quella pista, la fai con le qualifiche. Vista la particolarità della pista, solo se ottieni una buona posizione in griglia puoi partire davanti e mantenere la posizione, altrimenti devi saperti adeguare a stare nella bagarre: in questi casi l&#8217;unico modo per superare è provare ad indurre all&#8217;errore l&#8217;avversario che ti precede. Quindi l’obiettivo mio è, per prima cosa, quello di far molto bene in qualifica anche se so che a differenza degli altri piloti ho sicuramente più difficoltà perché impiego molti più giri di loro per metabolizzare il tracciato visti anche i pochi anni di esperienza e infine cercherò, come sempre, di dare il massimo in gara.</p>
<p align="justify"><strong>D. In testa al campionato 2010 di Superstars si trovano Thomas Biagi a 106 e Luigi Ferrara a 105. Chi ha più chance di portarsi a casa il titolo a fine stagione?</strong></p>
<p align="justify">R.Thomas Biagi ha sicuramente molta più esperienza di Ferrara e mi auguro che sia lui a portarsi a casa il titolo anche perché corriamo entrambi per la BMW, marchio al quale sono legato affettivamente da quando ero piccolino e contrattualmente come testimonial sportivo da più di quattro anni. Sono però consapevole del fatto che Ferrara non mollerà l’osso fino all’ultimo metro dell’ultima gara e gli darà del filo da torcere perché è sempre un gran pilota.</p>
<p align="justify"><strong>D. Oltre che ad essere discesista e pilota sei anche un componente importante della Nazionale Piloti. Che cosa vuol dire scendere in campo con i colori della nostra squadra?</strong></p>
<p align="justify">R. In qualsiasi sport che ho praticato e pratico, voglio dare sempre anima e corpo per poter ottenere il massimo risultato ed è così anche nella Nazionale Piloti. Fin dall&#8217;inizio, con tanta grinta e sempre con la voglia di vincere, ho sempre dato il massimo di me stesso seppur non giocando da grande campione quale Schumacher, Fisichella, Alonso e Patrese. E grazie a questo sono riuscito a conquistarmi quel posticino che mi da la gioia e l&#8217;onore di poter giocare insieme a questi grandi fenomeni dell’automobilismo che avevo visto solo e sempre in televisione. Ed oggi sono un componente della squadra: vincere o perdere una partita giocando in campo assieme a loro sapendo soprattutto che si gioca sempre per solidarietà è motivo di grosso vanto e onore personale.</p>
<p align="justify"><strong>D. Vai in campo con altri campioni del motorsport come Schumacher, Alonso, Massa e Trulli: chi ti ha colpito maggiormente?</strong></p>
<p align="justify">R. Colui che mi ha colpito maggiormente è proprio Schumacher perché nel vederlo giocare mi sembra che ci metta la stessa grinta che mette nelle gare di F1: è un leader, è un grande trascinatore e gioca anche bene. La persona che però gioca meglio in assoluto è Fisichella visti anche i suoi precedenti calcistici.</p>
<p align="justify"><strong>D. Immagina che un direttore sportivo di un team di Formula Uno ti abbia scelto per fare un test con una sua vettura: con quale squadra ti piacerebbe avere questa possibilità? E quale pilota vorresti avere come &#8220;maestro per un giorno&#8221;?</strong></p>
<p align="justify">R. Ho iniziato a far parte della Nazionale Piloti proprio nell’estate del 2006: anno in cui ha iniziato a correre in F1 Sebastian Vettel. Nello stesso periodo ha iniziato anche lui a partecipare agli eventi della squadra ed è proprio lì che ho avuto il piacere di conoscerlo. Mi è sempre piaciuto e l’ho sempre stimato perché è molto umile: è un gran professionista. Quindi sceglierei proprio lui come mio istruttore in F1 e chiaramente userei anche la macchina del suo team visto che al momento è la più competitiva in pista. Allo stesso modo però sarei entusiasta di poter provare, sempre assieme a lui, la BMW, vettura con la quale lui ha corso i primi anni in F1 e con la quale ho esordito nel campionato italiano turismo: inoltre è ancora il marchio con cui sto sempre continuando a gareggiare nel campionato &#8220;Superstars&#8221;.</p>
<p align="justify"><strong>D. Sciatore, pilota e calciatore: quali altre passioni coltivi nel tempo libero?</strong></p>
<p align="justify">R. Sono un appassionato dello sport in generale ma ho anche una gran passione per la cucina: con questo non voglio dire che mi piace solo mangiare ma mi piace anche molto cucinare. Inoltre nei piccoli ritagli di tempo che trovo, adoro occuparmi di tutto quello che è la cura del giardino come tagliare il legno nel bosco, riparare la strada di casa. Insomma, stare all’aria aperta, respirare aria sana di Cortina e rilassarmi facendo un po’ di &#8220;ginnastica da casa&#8221;!</p>
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		<title>Intervista a Maro Engel</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Oct 2010 13:55:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>

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		<description><![CDATA[Intervista a Maro Engel, pilota Mercedes Benz nel campionato DTM D. Partecipi sempre con grande entusiasmo e forte determinazione alle nostre partite di beneficenza: che cosa rappresenta per te la Nazionale Piloti? R. Essere un pilota della Nazionale Piloti rappresenta per me un’esperienza unica nella vita. Nella mia carriera di pilota ho dovuto sempre combattere ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><strong>Intervista a Maro Engel, pilota Mercedes Benz nel campionato DTM</strong></p>
<p align="justify"><strong>D. Partecipi sempre con grande entusiasmo e forte determinazione alle nostre partite di beneficenza: che cosa rappresenta per te la Nazionale Piloti?</strong></p>
<p align="justify">R. Essere un pilota della Nazionale Piloti rappresenta per me un’esperienza unica nella vita. Nella mia carriera di pilota ho dovuto sempre combattere contro gli altri miei colleghi per poter tagliare per primo il traguardo: con la Nazionale Piloti invece è tutto diverso. Infatti scendiamo in campo tutti assieme. Ciò è bellissimo perché c’è uno spirito diverso, per una volta non esiste la rivalità, siamo tutti uniti per raggiungere uno stesso obiettivo: divertirsi, far divertire ma soprattutto fare della beneficenza per le persone più sfortunate di noi.</p>
<p align="justify"><strong>D. Hai molti tifosi italiani che ti sostengono: che cosa ti piace di più dell’Italia?</strong></p>
<p align="justify">R. Mi alleno in bici molto spesso in Italia, ho avuto la possibilità di trascorrere delle vacanze in Italia, ho vissuto molte esperienze importanti in questo paese e grazie a tutto questo posso dire che mi piace la mentalità degli italiani, le bellezza naturali e il cibo: secondo me è il migliore che esista al mondo.</p>
<p><strong>D. A tal proposito qual è il tuo cibo preferito?</strong></p>
<p align="justify">R. Sicuramente al primo posto metterei gli spaghetti alla carbonara: mi piace molto anche la pizza e in particolare con prosciutto e funghi. Devo anche dire che mi piace molto il vino rosé.</p>
<p><strong>D. Quali città italiane ti piacciono di più?</strong></p>
<p align="justify">R. In passato ho avuto la possibilità di visitare molte zone italiane. Ricordo con particolare piacere la Liguria, la Sardegna, la Sicilia, il Veneto, Napoli e Roma: hanno delle caratteristiche diverse tra loro ma tutte mi sono piaciute molto.</p>
<p align="justify"><strong>D. Dove andresti in vacanza? </strong></p>
<p align="justify">R. Sicuramente in Costa Smeralda. Ma anche in Liguria: sono dei posti meravigliosi.</p>
<p align="justify"><strong>D. In ogni partita con la nostra squadra ti confermi un ottimo giocatore: prima di diventare pilota hai mai pensato di diventare calciatore? </strong></p>
<p align="justify">R. Mi piace giocare a calcio: una passione che coltivo da quando ero molto piccolo. Una vera propria passione che ho coltivato nel tempo ma credo che per diventare un calciatore professionista mi mancasse proprio quel salto di qualità necessario per poter giocare ad alti livelli.</p>
<p align="justify"><strong>D. Oltre al calcio coltivi altri hobby?</strong></p>
<p align="justify">R. Devo dire che mi piace tutto lo sport in generale: ogni occasione è quella giusta per fare sport e allenarmi.</p>
<p align="justify"><strong>D. Voi piloti siete spesso visti come dei miti, degli esempi da seguire: qual è il tuo mito?</strong></p>
<p align="justify">R. Assolutamente Michael Schumacher. E’ un mito dell’automobilismo: ha raggiunto dei traguardi storici, ha ottenuto dei risultati incredibili. E’ una figura di riferimento per tutti coloro che vivono nel motorsport: sia per i piloti che sognano di raggiungere dei risultati simili sia per i tifosi che non dimenticheranno mai tutte le sue storiche imprese.</p>
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